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giovedì 23 aprile 2009

TECNICA: Fotografie HDR

L'uso dell'HDR in computer grafica venne introdotto da Paul Debevec, probabilmente la prima persona a creare immagini usando la mappatura HDR per visualizzare realisticamente le luci e animare gli oggetti. Gregory Ward invece è il creatore del formato di memorizzazione per le immagini HDR.


Copyright © Creative Commons Photo credit: Sabrina Campagna


L'HDR, acronimo di High Dynamic Range, è una tecnica utilizzata in computer grafica e in fotografia per consentire che i calcoli di illuminazione possano essere fatti in uno spazio più ampio, un high range appunto.

L'occhio umano può distinguere valori di luminosità massima/minima con un rapporto di circa 10.000:1, mentre una scena soleggiata può facilmente arrivare ad un range dinamico di 100.000:1. Le immagini riprodotte dal monitor o stampate su carta, hanno un range dinamico di solo 255:1. Ecco perché molte immagini riprese in pieno sole presentano spesso aree completamente nere ed aree completamente bianche.

Per saperne di più.... SITOGRAFIA:
http://it.wikipedia.org/wiki/High_dynamic_range_imaging
http://www.3megapixel.it/tips-hdr.html


GUIDA IN ITALIANO ALLA REALIZZAZIONE DI FOTOGRAFIE HDR:
http://www.abfotografia.it/articoli/Consigli_Pratici_Fotografie_HDR.htm

giovedì 19 marzo 2009

TECNICA: Fotografare un'onda del mare

NOTE TECNICHE:

Per fotografare un'onda del mare, come per altri elementi in movimento, si può scegliere di:

- Congelare il movimento: utilizzare tempi d’esposizione molto rapidi per bloccarne il movimento: 1/500 o inferiori. Possiamo congelare il movimento frenetico delle onde in tutte le sue morbide, infinite macchie di colore. Ne risulta una scomposizione della realtà in una trasfigurazione quasi astratta.
- Rendere il movimento: utilizzare tempi d’esposizione lunghi per catturare l'effetto mosso e creare un "effetto seta" dell'acqua che scorre: 1/15 e superiori;
- Esaltare la dinamicità: chiudere il diaframma, allungare il tempo d’esposizione, e seguire il movimento dell’oggetto per registrarne la dinamicità (panning).


DEL SAPER GUARDARE LE ONDE:
"Il mare è appena increspato e piccole onde battono sulla riva sabbiosa. Il signor Palomar è in piedi sulla riva e guarda un'onda. Non che egli sia assorto nella contemplazione delle onde. Non è assorto, perché sa bene quello che fa: vuole guardare un'onda e la guarda. Non sta contemplando, perché per la contemplazione ci vuole un temperamento adatto, uno stato d'animo adatto e un concorso di circostanze esterne adatto: e per quanto il signor Palomar non abbia nulla contro la contemplazione in linea di principio, tuttavia nessuna di queste tre condizioni si verifica per lui. Infine non sono le "onde" che intende guardare, ma un'onda singola e basta: volendo evitare le sensazioni vaghe, egli si prefigge per ogni suo atto un oggetto limitato e preciso".
da Palomar di Italo Calvino


DEL SAPER TRASGREDIRE LE REGOLE:
“Era la vigilia di Natale del 1953 e mi ero appena regalato una Comet… Sono andato in spiaggia per provarla… Nel libretto delle istruzioni c’era scritto: tenere saldamente la fotocamera, inquadrare e scattare evitando di muoverla. Ma se io voglio far vedere quell’oggetto che fluttua, e il moto impetuoso delle onde, non posso tener ferma la macchina fotografica…”.
Così si racconta sia nata “L’approdo”, quella che, tra mito e realtà, è passata alla storia come la prima fotografia di Mario Giacomelli.



Foto di Fedefido, "Il mare d'inverno"

Fotocamera: Canon EOS 400D
Obiettivo: Canon EF-S 55-250mm f/4-5.6 IS
Esposizione: 0,076 sec (1/13)
Apertura: f/5.6
Focale: 250 mm
ISO: 400

sabato 7 marzo 2009

PROFONDITÀ DI CAMPO: la regola dei due terzi dietro e un terzo davanti

La profondità di campo si estende per circa un terzo del suo valore complessivo davanti al punto esatto di messa a fuoco, e per circa due terzi dietro. La scelta della profondità di campo può avere un'enorme influenza sull'effetto finale della composizione, in particolare se la scena comprende oggetti sia vicini che lontani. Riducendo la profondità di campo si può sfocare, lasciando fuori fuoco lo sfondo, facendo risaltare il soggetto principale. Per fotografare una distesa di papaveri o girasoli, mettere a fuoco i fiori che si trovano a un terzo davanti l'obiettivo. Il cambiamento di profondità di campo ha scarsa importanza con quei soggetti che hanno di per sé una modesta profondità dimensionale, come facciate di edifici o paesaggi ripresi da lontano.

TEMPI: La scala dei tempi

La SCALA DEI TEMPI è tale che il valore successivo è (più o meno) il doppio del precedente. Lo standard adottato per i tempi di esposizione è il seguente:

* T — l'otturatore rimane aperto finché il fotografo non preme di nuovo il pulsante di scatto.
* B (bulb) — l'otturatore rimane aperto finché il fotografo tiene premuto il pulsante di scatto.
* 1 secondo
* 1/2 secondo
* 1/4 secondo
* 1/8 secondo
* 1/15 secondo
* 1/30 secondo
* 1/60 secondo
* 1/125 secondo
* 1/250 secondo
* 1/500 secondo

e così via...

ESPOSIZIONE: La regola del sole

La regola del 16, o regola del sole, è adatta nelle giornate di luce intensa e consiglia di utilizzare diaframma f16 e un tempo di otturazione (t) uguale al reciproco della sensibilità ISO impostata.

f=16
t=1/ISO

Per esempio con 100 ISO e 16 di diaframma, il tempo di otturazione corretto sarà 1/100; con 400 ISO e 16 di diaframma, il tempo di otturazione corretto sarà 1/400; con 800 ISO e 16 di diaframma, il tempo di otturazione corretto sarà 1/800; e così via...